Parco Archeologico dell’Appia Antica, Roma.Restauro conservativo nel Mausoleo di Cecilia Metella

Architettura Set 20, 2023

Il monumento di Cecilia Metella e il Castrum Caetani costituiscono nel loro insieme uno dei più importanti e riconosciuti complessi monumentali dell’Appia Antica, Il complesso è collocato nel quadrante sud-est della città, all’interno del VII Municipio di Roma Capitale, fra il III e il IV miglio della Via Appia Antica. La tomba di Cecilia Metella è stata costruita fra il 30 e il 20 a.C. durante il principato di Augusto. All’interno è collocata una camera sepolcrale di forma conica aperta sulla sommità con un oculus, la camera custodiva il corpo di una ricca matrona romana appartenente a una delle famiglie nobili più importanti del tempo e probabilmente nuora del famoso Marco Licinio Crasso, membro con Cesare e Pompeo del I triumvirato nel 59 a.C.

Il Mausoleo di Cecilia Metella, se si eccettua lo spoglio del rivestimento in opera quadrata della base, risulta sostanzialmente conservato e appare anche visitabile fino alla camera funeraria interna. Nello specifico, sono previste le seguenti opere:
– Restauro conservativo del tamburo del Mausoleo di Cecilia Metella;
– Eliminazione delle infiltrazioni localizzate in corrispondenza del dromos superiore fra paramento esterno e nucleo murario;
– Controllo e verifica dello stato di conservazione delle strutture murarie del Palazzo Caetani con particolare riguardo alle creste murarie;
– Progettazione architettonica e strutturale finalizzata alla realizzazione futura di un camminamento che dalla quota del piano nobile incrementi la fruizione del sito.

Attualmente, il mausoleo si presenta così: il Basamento, rivestito in opera quadrata realizzata in blocchi di travertino disposti in diatoni e ortostati, vengono completamente spogliati durante il Quattrocento quando viene deciso dal Papa di demolire tutto il mausoleo; il Tamburo è in opus caementicium con rivestimento in blocchi di travertino e muratura terminale della fase medievale realizzata in blocchetti di peperino. Questo conserva quasi totalmente il rivestimento originale in travertino e l’elegante fregio che ne corona la parte sommitale, composto da una fascia inferiore decorata con festoni fitomorfi che si alternano ai monumentali bucrani, delimitata ai lati da due figure maschili, e da una fascia superiore con modanatura aggettante In generale, lo stato delle strutture presenta uno stato di degrado a carico dei paramenti murari dovute a infiltrazioni fra rivestimento e nucleo cementizio in corrispondenza del dromos superiore.

Dall’analisi del rivestimento lapideo si rileva quanto segue:
– Depositi superficiali coerenti ed incoerenti
– Presenza di patine biologiche
– Fessurazioni/fratturazioni/scagliature
– Mancanze di alcune porzioni della decorazione marmorea del fregio
– Stuccature di varia natura
– Elementi metallici sulle superfici di travertino
– Vegetazione infestante
– Croste nere
– Difetti di coesione
– Patine bruno aranciate

A partire da questa analisi, la ristrutturazione comprenderà le seguenti operazioni:
– Rimozione dei depositi superficiali incoerenti
– Rimozione patine biologiche
– Pulitura volta alla rimozione di depositi coerenti di notevole spessore quali croste nere o strati carbonatati

con mezzi meccanici manuali e/o con strumentazioni di precisione, nonché di depositi superficiali coerenti, concrezioni, incrostazioni, scialbi e/o ridipinture mediante strumentazione laser.
– Operazioni di stuccatura, microstuccatura e presentazione estetica
– Operazioni di integrazione di parti mancanti
– Rimozione e/o trattamento elementi metallici
– Ristabilimento della coesione
– Operazioni di consolidamento
– Rimozione stuccature da interventi precedenti
– Stuccatura di fessurazioni, fratturazioni

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