Progettazione, CSP/CSE per lavori inerenti all’intervento per la Piastra Tecnologica per l’emergenza – urgenza – P. O. San Michele – Cagliari

Edilizia Ott 23, 2023

L’A.R.N.A.S. “G. BROTZU” si trova nella parte nord-ovest della città di Cagliari, in prossimità del limite amministrativo del Comune di Selargius. Nello specifico, il complesso ospedaliero è situato alle pendici settentrionali del Colle di San Michele, a una quota assoluta di 32 m s.l.m. ed è delimitato dalle vie Peretti e Jenner. Si tratta di una struttura monoblocco a doppia T con due bracci principali e due secondari, costituita da 14 piani, di cui 2 seminterrati, più un corpo separato che ospita ambulatori; al momento della sua progettazione garantiva la disponibilità di complessivi 828 posti letto. L’attuale assetto organizzativo è a carattere dipartimentale, distinto per attività di ricovero in base alle patologie d’organo e apparati. La dislocazione logistica sui vari piani del corpo di fabbrica, contraddistinti in Unità Operative, è indicata di seguito:

– Piani dall’undicesimo al sesto: degenze;

– Piano quinto: n. 8 sale operatorie;

– Piani dal quarto al primo: degenze;

– Piano primo: direzione;

– Piano terra e seminterrato: servizi generali.

Sono inoltre presenti:

– n. 2 sale operatorie al piano sesto, dedicate alla Neurochirurgia;

– n. 4 sale operatorie polifunzionali al piano terzo;

– n. 2 sale operatorie al piano primo dedicate all’emergenza/urgenza;

– n. 2 cardioangiografi al piano quinto (Emodinamica);

– n. 1 angiografo al piano piastra (Radiologia);

– n. 2 RMN al piano piastra;

– n. 3 TAC al piano piastra (Radiologia e PS).

L’attività del P.O. San Michele è rivolta a un bacino di utenza di 600.000 abitanti, e si sviluppa in prestazioni sanitarie di diagnosi e cura in regime di ricovero ordinario (aree medica e chirurgica), in elezione e in pronto soccorso, in regime di day surgery e day hospital, nonché in prestazioni ambulatoriali e di day service. Il P.O. San Michele eroga assistenza sanitaria specialistica e polispecialistica di rilievo nazionale e internazionale anche nell’ambito dell’emergenza-urgenza, della medicina dei trapianti, delle patologie oncologiche, pediatriche e rare. Al Pronto Soccorso si presentano mediamente un numero di utenti superiori a 55.000 l’anno. Due ulteriori attività che contraddistinguono l’ospedale sono rappresentate dalla trapiantologia, per la quale il P.O. San Michele è stato identificato come centro regionale di riferimento, e dall’alta specialistica come la Cardiochirurgia, la Neurochirurgia, la Chirurgia Vascolare e l’Urologia erogate con apparecchiature ad alta tecnologia sia radiologica che strumentale.

Attualmente, le criticità riscontrate si riepilogano brevemente come segue:

  • dispersione delle sale operatorie in vari piani del presidio e assenza di sale ibride: ciò comporta un aumento dei costi del personale necessario al loro funzionamento, oltre a maggiori oneri di gestione della struttura e degli impianti. Oltretutto, l’attuale dislocazione non permette l’utilizzo della stessa sala da parte delle diverse unità operative, generando, di fatto, delle sale operatorie dedicate solo a poche discipline;
  • carenza/assenza di una zona dedicata alla recovery room: condizione essenziale in blocchi operatori di tale complessità interventistica, ha inoltre evidenti ricadute sulla terapia intensiva che deve anche garantire i posti letto dedicati all’attività dei trapianti;
  • carenza di posti letto di T.I. post chirurgica: che comporta l’utilizzo di posti letto di rianimazione sia per l’attività trapianti, sia per l’attività chirurgica complessa che, a causa della suddetta carenza, ne risulta rallentata;
  • problematiche di natura strutturale: che non possono prescindere da un moderno layout architettonico, in armonia con le vigenti normative in materia di accreditamento;
  • percorso emergenza-urgenza: problematica di gestione del flusso dei pazienti, a causa della posizione decentrata del pronto soccorso rispetto ai punti nevralgici del presidio, ovvero le sale operatorie, la terapia intensiva e i reparti di degenza. Manca inoltre una contiguità con le diagnostiche;
  • difficoltà di approvvigionamento del materiale pulito e sterile dalla centrale di sterilizzazione (ubicata al piano seminterrato) ai vari piani, con utilizzo di percorsi molteplici “non dedicati”;
  • dispersione di attività determinate dalle problematiche logistico-funzionali;
  • carenza di spazi: il costante aumento dei volumi dell’attività sanitaria e il trasferimento di alcune specialità all’interno del P.O. San Michele hanno generato, nel corso del tempo, una costante carenza di spazi, con conseguenti disagi per il personale e per gli utenti;
  • tipologia edilizia: la scelta progettuale originaria, ovvero il monoblocco multipiano, ha generato condizioni di difficile integrazione funzionale, non potendo sviluppare ulteriori superfici ai piani. Tale problematica influenza in particolare;
  • gli standard dell’ospedale e rallenta, di conseguenza, l’obiettivo di potenziare alcune attività strategiche.

La pianta dell’edificio che ospiterà la Piastra tecnologica dovrà approssimativamente avere una maglia strutturale del tipo 7,80 x 7,80 m e si articolerà su un totale di cinque piani: un piano interrato e quattro piani fuori terra. Un lato dell’edificio sarà collegato al corpo di fabbrica esistente, creando così una connessione funzionale tra lo stesso edificio esistente e il Pronto Soccorso, il Trauma Center e l’Imaging d’urgenza, da realizzare al piano terra del nuovo edificio. Il primo e il secondo piano rimarranno invece staccati dall’edificio esistente e saranno uniti ad esso tramite dei corridoi chiusi e quattro ascensori e un corpo scale, che collegheranno direttamente le degenze con il nuovo volume. La contiguità tra le strutture risponderebbe a criteri di efficienza ed efficacia delle attività assistenziali, con l’ottimizzazione delle risorse umane ed economiche attraverso una gestione lineare ed omogenea, risolvendo le problematiche determinate dalla attuale disomogeneità logistico-strutturale e organizzativa. Il raggruppamento di tutto il blocco operatorio all’interno del nuovo edificio risolverebbe i problemi di dispersione delle sale operatorie, permettendo così il recupero di spazi all’interno dell’attuale Presidio che possono essere dedicati ad altre attività quali il Day Surgery, il Day Hospital, oppure ad altre attività specialistiche. La razionalizzazione dell’intervento darebbe inoltre risposte alle esigenze dell’utenza riguardo alle caratteristiche demografiche e alla densità abitativa nel territorio in cui opera l’A.R.N.A.S. G. BROTZU – ovvero un terzo della popolazione sarda – con conseguente riduzione delle attese e una risposta efficace ed efficiente ai bisogni assistenziali di alta specialità e al trattamento delle emergenze – urgenze.

Le destinazioni d’uso previste ai piani del nuovo corpo di fabbrica sono presumibilmente le seguenti:

a) piano interrato -1: servizi generali (centrali impianti, depositi, spogliatoi, centrale di sterilizzazione);

b) piano terra: DEA e Trauma Center: pronto soccorso, osservazione breve (15 p.l. adulti, 4 pediatrici), 2 postazioni di shock room, diagnostiche di imaging dedicate all’emergenza-urgenza e servizi in contiguità diretta con le fasi di gestione delle emergenze – urgenze e l’Area Critica dell’Urgenza;

c) piano primo: imaging interventistico e n. 2 sale operatorie ibride (Neurochirurgia e Chirurgia Vascolare);

d) piano secondo: terapia intensiva post chirurgica (n. 24 posti letto);

e) piano terzo: n. 12 sale operatorie.

L’organizzazione della struttura dovrà essere inoltre ideata in modo tale da consentire un’adeguata differenziazione dei flussi, destinando una funzione specifica a ciascun percorso così come avviene nella struttura esistente. Sarà necessario dunque uno studio accurato, analizzando le vie d’accesso e di uscita, le aree di sosta degli automezzi, i percorsi verticali e orizzontali, oltre che un’individuazione accurata e razionale dei flussi delle persone e delle merci.

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