Categoria: Concorso

Costruzione Centro Intermodale Passeggeri e Interscambio – Oristano

L’intervento in oggetto è l’esito del concorso internazionale nell’ambito del Programma Qualità Italia per la costruzione del “Centro Intermodale passeggeri e stazione di interscambio di Oristano”, il quale rientra tra i nodi di interscambio di secondo livello ed è destinato a porsi ai primi posti tra i nodi regionali. Infatti, la stazione ferroviaria di Oristano, oltre ad avere una funzione baricentrica, è al secondo posto (dopo quella di Cagliari), per numero di passeggeri serviti; inoltre, attualmente oltre 13.000 passeggeri transitano all’autostazione ARST di Oristano o agli altri capolinea del servizio di trasporto collettivo extraurbano su gomma. Lo scopo principale della procedura è quello di realizzare un intervento architettonico ed urbanistico che possa divenire porta di accesso per la città e per il territorio (accesso per il sistema dei servizi rari per i quali Oristano è l’unico riferimento provinciale; accesso per il territorio in quanto in Oristano si attestano tutti i collegamenti verso l’esterno e l’interno).

Il centro intermodale si articola su una piastra, la corte centrale intorno alla quale giace il piazzale in cui si attestano gli arrivi e le partenze degli autobus urbani ed extraurbani, le aree destinate ai taxi ed il parcheggio a raso. La viabilità al servizio del centro intermodale separa i differenti flussi pubblici, privati e di servizio (bus, taxi, autovetture, biciclette, pedoni). Al di sopra di questo “basamento”, la pensilina in calcestruzzo sorretta da pilastri metallici, elemento simbolico e funzionale del progetto. Filtro di luce naturale e contenitore di quella artificiale, eventuale futuro trasformatore di energia solare, contenitore degli impianti tecnologici, la pensilina assolve alla funzione di unione degli spazi del centro intermodale assumendo il ruolo di luogo simbolico e rappresentativo. Il parcheggio a raso ospita 81 posti auto. A questa capacità va sommata 110 posti auto (75 piazza Ungheria, 25 via Nuoro, 10 via Meucci). A queste funzioni vanno sommate le aree destinate a parcheggi motocicli. L’area taxi ospita 8 stalli. La prosecuzione del tunnel di collegamento con l’attuale stazione ferroviaria mette in relazione il centro intermodale con la stazione stessa.

Riqualificazione compendio costiero di Is Mortorius – Quartu Sant’Elena

Il progetto consiste in una proposta per  realizzare e gestire una struttura destinata al turismo balneare con forti contenuti di tutela ambientale volti alla valorizzazione e alla fruizione dei terreni della ex Batteria Carlo Faldi, rappresentanti un unico compendio individuato di cui alla Cartografia IGM (territorio di Is Mortorius).

Lo sviluppo della linea di costa presenta una rada ed un litorale ciottoloso, presso cui sussistono i ruderi del villaggio dei pescatori che animavano la cosiddetta “tonnara” e su cui, successivamente è stata installata la batteria antinave, trasformata in colonia marina in periodo postbellico e, in seguito, lasciata in stato di abbandono. L’area di progetto risulta nettamente divisa dalla strada litoranea in due sub-compendi: una parte a mare ed una parte a monte con la culminazione del Nuraghe Diana. Nonostante la fruizione della parte a mare assuma un carattere importante, processi di disaffezione ed un conseguente degrado interessano entrambe le parti. Il sistema insediativo costiero al contorno, a carattere residenziale-turistico, è sostenuto interamente dalla strada litoranea (SP 17) lungo la quale si sviluppa dapprima un tessuto continuo lineare con caratteri marcatamente periurbani e residenziali, dal Margine Rosso fino a Flumini di Quartu e alla Marina di Capitana, per assumere, da qui in poi, forme insediative caratterizzate da nuclei turistici residenziali localizzati in corrispondenza delle principali spiagge ed incisioni vallive che segnano la costa alta da Is Mortorius fino a Capo Boi. Le emergenze storiche presenti all’interno del compendio sono il Nuraghe Diana, nella parte a monte, e i resti della Torre del Mortorio e della batteria antinave “Carlo Faldi” nel versante a mare. Le opere ricadono in aree di proprietà dell’Agenzia regionale Conservatoria delle coste della Sardegna in liquidazione e sono state oggetto di un intervento di valorizzazione.

Nell’area a cavallo della S.P. Cagliari – Villasimius si intende completare un complessivo disegno di miglioramento ambientale al fine della valorizzazione e conservazione, per tramite di una gestione pluriennale, del sistema da realizzarsi con prevalente capitale privato, nonché procedere alla ristrutturazione conservativa dei vari manufatti del vecchio borgo ex tonnara e degli altri minori manufatti ove sarà realizzata la direzione della struttura ricettiva che assolve alla funzione di presidio e fruizione delle emergenze storiche e miglioramento dei servizi per la balneazione e attività nautiche. Il progetto prevede interventi atti a valorizzare la presenza del Nuraghe Diana e di sistemazione delle aree comprendenti una generale delimitazione atta a evitare intromissioni e salvaguardare il sistema ambientale, preferendo sistemi avanzati di segnalazione delle intromissioni ed un sistema di videosorveglianza. Il Progetto intende creare un complesso ricettivo diffuso ad impatto sostenibile che potrebbe ospitare fino a 100 persone di cui 60 in tende tecnologiche. L’attività è orientata ad un uso pluristagionale che ha come direttrice comune quelle dell’elevata sostenibilità ambientale, del turismo alternativo anche permeato da offerta vacanza-lavoro-studio per offrire un prodotto oggi inesistente nella Città Metropolitana di Cagliari, creando una opportunità che produce principalmente occupazione giovanile.

Centro Intermodale di Iglesias

Nell’ambito di un obiettivo di sviluppo della Città di Iglesias la realizzazione del centro intermodale passeggeri riveste un ruolo di assoluta importanza, in quanto mira a risolvere i problemi della mobilità cittadina con la gestione dei flussi in entrata ed uscita dalla città e con lo smistamento dei flussi interni, potenziando la possibilità di sosta e interscambio con i mezzi pubblici e con altri mezzi alternativi (percorsi ciclopedonali, ecc.). L’area oggetto dell’intervento è situata in un importante snodo per la città di Iglesias, dove confluiscono importanti arterie di accesso e uscita dal centro urbano e la linea ferroviaria di RFI. Nelle immediate vicinanze si situano i principali centri amministrativi (Comune, Agenzia delle Entrate, ecc.) e i luoghi di interesse per la città (piazza Sella e il limite del centro storico si trovano a circa 300 metri). L’area è pertanto riguardata da un intenso volume di traffico e dalla presenza di abitazioni e servizi commerciali.

Nel Centro intermodale è prevista la realizzazione di:

  • un’isola centrale, coperta da una pensilina, per lo stazionamento degli autobus e lo smistamento dei passeggeri;
  • una zona biglietteria, sale d’attesa e servizi per i dipendenti (all’interno dell’edificio esistente in testata, a nord-ovest dell’area);
  • una serie di servizi per i passeggeri (deposito bagagli, servizi igienici etc);
  • un parcheggio per le automobili (due livelli di autorimessa e un livello di parcheggio a raso);
  • un chiosco/bar (vicino alla stazione esistente a nord dell’area di intervento);
  • un nuovo accesso pedonale sulla via San Salvatore (con rampe per disabili);
  • una nuova strada di accesso al centro di pertinenza delle autolinee costeggiante l’edificio dell’ex mattatoio

Al momento dei lavori, La stazione degli autobus era costituita da una piattaforma in cemento armato, con superficie superiore ai 2000 m2 (112×30), in cui sono posizionati gli stalli per lo stazionamento, avente dimensioni ciascuno di circa 12×3,5. La piattaforma è rialzata di 20 cm dal piano della carreggiata e si trova allo stesso livello dell’edificio della biglietteria. La pavimentazione stradale prevista nel progetto è in asfalto mentre la piattaforma è stata progettata protetta da una pensilina metallica avente superficie di circa 2.950 m2 (26×111,3) costituita da una successione di portali che funzionano come archi a tre cerniere realizzati con travi reticolari. Le travi sono generate da profili metallici tubolari saldati a formare un reticolo tridimensionale e variabile in funzione degli appoggi. Il passo strutturale è 11 m, l’altezza della pensilina è 6.92 m all’estradosso e 5 m all’intradosso. I pannelli della copertura sono alternativamente trasparenti, opachi (alluminio) o vetrati; il sistema di fissaggio è del tipo nascosto.

È presente anche l’edificio dell’ex magazzino, situato in testata rispetto alla piattaforma degli autobus che da progetto ospiterà la biglietteria e la sala d’attesa. L’edificio misura 25,5×11,04 m ed ha una superficie di 281,5 m2. Si prevede il ripristino delle murature perimetrali, dei pavimenti interni e la predisposizione degli impianti, oltre al ripristino degli infissi e delle finiture interne. L’aspetto esterno dell’edificio si manterrà invariato: il colore della pittura sarà simile a quello originale, il trattamento di travi e modanature, attualmente evidenziate tramite il colore, conserverà questa caratterizzazione. Le pavimentazioni interne saranno conservate utilizzando l’attuale basolato in granito. Verrà sistemato il basamento rialzato sul quale attualmente poggia il fabbricato e reso accessibile tramite una serie di rampe per riconnetterlo alla quota della piattaforma autobus. Il volume è diviso in due spazi, l’attesa/biglietteria che è lasciata a tutta altezza con l’intradosso della copertura a falde a vista e lo spazio per uffici e servizi che avrà un controsoffitto a 3 m di altezza. L’illuminazione prevista per l’attesa/biglietteria è con lampade a sospensione a luce diretta/indiretta con sorgente a scarica o fluorescente. Per le aree uffici e servizi è prevista l’utilizzazione di corpi illuminanti nel controsoffitto 60 x 60 a luce indiretta. Il piccolo volume a nord dell’area di progetto viene ristrutturato e convertito in un chiosco/bar con tavolini all’aperto. Il volume si trova al di sopra di un terrapieno situato ad ovest rispetto all’edificio di stazione. Al momento del progetto la terrazza è accessibile dalla quota banchina attraverso una scala esterna che viene risistemata e resa più funzionale. L’accesso principale alla terrazza avviene tuttavia dal nuovo sistema di rampe che collegano la città (via XX Settembre) con la quota del Centro Intermodale. A metà della discesa le rampe incontrano la quota della terrazza, sulla quale è prevista la realizzazione di un piccolo chiosco/bar all’interno del fabbricato esistente. Il progetto prevede una ristrutturazione intera, saranno predisposti gli impianti e allestito l’interno con una pavimentazione in resina cementizia. Le murature saranno trattate con intonaco e pittura, le strutture, ove necessario saranno consolidate.

Il progetto prevede l’inserimento di nuove attività sulla piattaforma degli autobus, al di sotto della pensilina con la realizzazione di tre volumi (“bolle”) contenenti biglietterie, sale d’attesa, servizi igienici, un’edicola e un bar. Tali strutture misurano ognuna 6 x 18 m, con una superficie di 108 mq ciascuna. I volumi hanno una semplice struttura in muratura che si alterna, nelle parti completamente trasparenti, ad una struttura metallica che sorregge la vetrata a tutta altezza. La struttura è costituita da pilastrini circolari di 12 cm di diametro, il cui passo strutturale è 1,5 m. II rivestimento dei volumi è interamente pensato in lastre vetrate stratificate, anche laddove è prevista la muratura. Vengono montati a diretto contatto con la muratura. La copertura è in pannelli sandwich in alluminio coibentato di spessore 20 cm, con appoggio diretto sulla trave di bordo. Internamente i volumi vengono predisposti con i necessari impianti. E’ prevista la realizzazione di controsoffittature; nelle zone di servizio l’altezza interna è 2,40 m e il controsoffitto è più basso per consentire il passaggio degli impianti (80 cm di luce), mentre negli spazi che ospitano le attività principali l’altezza netta interna è di 2,8 m (con un’altezza libera interna al controsoffitto pari a 40 cm). I controsoffitti sono in pannelli in lamiera microforata 60 x 60 con illuminazione integrata. I pavimenti sono in resina cementizia bianca in tutti gli ambienti. Le pareti interne vengono trattate con pitture a colorazioni neutre (bianco). La struttura di pilastrini metallici circolari che sorregge la vetrata trasparente nelle sale di attesa viene pitturata anch’essa in bianco. La fascia superiore dei volumi vetrati è sempre chiusa con pannelli vetrati opachi sui quali viene riportata l’indicazione della attività ospitata tramite una pellicola adesiva.

Il parcheggio si sviluppa al di sotto della quota strada (via Crocefisso) ed è accessibile dall’angolo tra via Crocefisso e via XX Settembre. Sul tetto del nuovo volume è previsto un parcheggio a raso, realizzato con una superficie asfaltata, in cui sono a disposizione degli utenti 112 posti auto. I due livelli inferiori sono accessibili dallo stesso angolo tramite rampe carrabili. La struttura dell’edificio è costituita da un telaio di travi e pilastri in cemento armato, con passo strutturale di 7,5 m. I due livelli di autorimessa (per un totale di 172 posti auto) hanno ciascuno un’altezza interna di 2,40 m e una superficie utile di 2.672 mq il piano terra e 2.832 mq il primo livello (il piano terra ospita 171 mq destinati ad altre funzioni). All’interno dell’edificio sono previsti i necessari locali tecnici; le uscite di sicurezza sono collocate all’interno di blocchi strutturali. Le uscite escono a quota +177.99 slm, al livello della piattaforma degli autobus. Alla stessa quota degli stalli è previsto l’inserimento di alcune attività di servizio (deposito bagagli, deposito e servizi igienici pubblici) che occupano 171 mq. Il deposito bagagli ha a disposizione una stanza per la relazione con il pubblico, dove è previsto l’allestimento di un desk, e una stanza per lo stoccaggio.

La facciata rivolta a nord, verso l’edificio ex-magazzino, è rivestita con pannelli di lamiera stirata in alluminio montati su telaio metallico. I pannelli misurano 2,9×1 m. Si tratta di una facciata aperta che consente l’areazione naturale dell’autorimessa.

Concorso di progettazione della palazzina nuova sede consortile in Comune di Cagliari, Loc. Giorgino – Cagliari

PREMESSA:

La filosofia progettuale utilizzata è la sintesi dei desiderata esplicitati nel documento preliminare alla progettazione con  la precisa volontà di un inserimento dell’opera realizzanda in un contesto con forti e contrastanti caratterizzazioni. Trovandoci in una evidente condizione di “water front”, l’area risulta  dominata da costruzioni con decise finalità produttive (Porto Canale), ma allo stesso tempo risulta avvolta da un contesto ambientale, con ovvia valenza umida, che alla fine risulta considerato e tutelato solo parzialmente dall’antropizzazione limitrofa.

Ora l’idea progettuale si spinge alla massima conseguenza: realizzare una struttura che si inserisca in un contesto “portuale”, ma che non tralasci la fruizione del contesto, con più di un occhio di riguardo nei confronti del risparmio energetico e del genius loci.  

Criteri di progetto.    
Aspetti tecnici e progettuali.

L’area di intervento è stata contornata da una alberatura e da una piantumazione cadenzata, che crea un effetto di membrana permeabile alla vista. L’inserimento di aree verdi intorno ed all’interno del lotto rendono il più possibile gradevole e meno impattante l’intervento.   L’edificio si presenta suddiviso in due blocchi principali.

Uno, destinato prettamente alla zona uffici, con andamento parallelo al piazzale fronte chiesetta di S.Efisio, è suddiviso in 3 livelli, con la parte inferiore destinata ai parcheggi.

L’altro risulta “attraversare” il precedente blocco secondo un asse inclinato. La parte che si presenta sul fronte (lato piazzale della chiesetta), a sbalzo sull’ingresso, contiene la hall e la reception e termina sul giardino interno del quale si gode la vista da tutti e tre i livelli di entrambi i blocchi. La parte terminale, quella introversa rispetto al lotto, si chiude con l’Auditorium, caratterizzato da una particolare forma organica, completamente rivestito in lastre di titanio.  

La struttura portante è composta da portali costruiti in travi tralicciate di acciaio inox, con luce da circa 12 metri, che risultano controventati da ulteriori tralicci con le medesime caratteristiche dei portali. Questa soluzione è un evidente richiamo alle strutture metalliche che caratterizzano il contesto costruito, senza risultare otticamente particolarmente invasivi, anzi dando una percezione della struttura di leggerezze e trasparenza.

L’involucro esterno merita un’attenzione particolare: si è valutata sia l’esposizione all’irraggiamento solare per molte ore durante la giornata e che della particolare esposizione dell’edificio ai venti. L’idea di sfruttare queste condizioni a vantaggio della costruzione ha portato alla realizzazione di un involucro a “doppia pelle” costituito da pareti  vetrate che danno origine ad un organismo che respira. Infatti mediante un effetto camino si riesce a creare una lama d’aria  interna alle due pareti di cristallo che consente un ottimale abbattimento della temperatura interna all’edificio, garantendo, unitamente agli impianti di climatizzazione opportunamente dimensionati, un confort igrotermico ottimale con un basso bilancio energetico. Con questo tipo di accorgimenti si riesce ad generare una costruzione “passiva”, che con l’utilizzo di celle fotovoltaiche riesca ad essere energeticamente autosufficiente (almeno nelle ore di soleggiamento diretto). L’idea di creare una sinergia tra tecnologia ed architettura ha generato, quindi, una sorta di membrana trasparente dove interno ed esterno diventano un continuum.

La parte di rivestimento del volume a sbalzo è stata invece pensata opaca, ma conserva comunque le medesime caratteristiche di ventilazione naturale di quella traslucida.   

L’Auditorium è l’elemento formale che un po’ si scosta dalla impostazione rigida ma funzionale dell’intero complesso. E’ l’elemento architettonico caratterizzante. La filosofia organica viene recepita anche sotto l’aspetto strutturale.

La sua struttura portante è realizzata in travi curve in legno lamellare.  

In complesso il progetto così pensato tiene ben presenti le esigenze di sostenibilità necessarie per i nuovi interventi ed al medesimo tempo le richieste dei fruitori finali dell’opera. Insomma ci si trova davanti ad un complesso non avulso dal contesto ma con una sua personalità.

ABACO DELLE SUPERFICI.

  • Piano Terra
    • Blocco uffici superficie di mq. 300 per ala  [Archivio]
    • Blocco hall   superficie di mq. 150 [uffici open space]
    • Area stagna superficie di mq. 120 [ascensori e scala interna]
  • Piano Primo
    • Blocco uffici superficie di mq. 300 per ala  [uffici]
    • Blocco hall   superficie di mq. 220
    • Area stagna superficie di mq. 120 [ascensori e scala interna]
  • Piano Secondo
    • Blocco uffici superficie di mq. 300 per ala  [uffici presidente e direttore generale]
    • Blocco hall   superficie di mq. 200
    • Area stagna superficie di mq. 120 [ascensori e scala interna]
  • Auditorium
    • Superficie globale di mq. 450
  • Totale Superficie      di  mq. 3200 ca.


SCHEMI DISTRIBUTIVI DEGLI IMPIANTI.

I caratteri dello spazio pubblico, le connessioni urbane, il rispetto della morfologia, l’inclusione del paesaggio naturale, hanno influenzato la ricerca della soluzione; così pure l’organizzazione delle funzioni e delle attività interne all’organismo architettonico sono parti di un unico sistema spaziale pensato per un’espressione concreta e significativa della configurazione urbana lungo la S.S. 554.

Questi sono i principi del progetto individuati sulla base delle finalità preposte e secondo le metodologia e i concetti che ci hanno guidato dall’elaborazione dell’idea al progetto finale.

TAVOLE DEL PROGETTO PRELIMINARE.

Gli aspetti che contraddistinguono l’architettura del residence universitario sono riconducibili a:

STUDIO DI RENDIMENTO ENERGETICO.

L’aggregazione degli spazi nasce dalla necessità di offrire all’utenza, un impianto semplice, di facile fruizione, con funzioni immediatamente riconoscibili e condizioni spaziali “familiari”.

PIANO DI MANUTENZIONE E GESTIONE.

Il problema centrale posto nel processo di progettazione è quello del rapporto tra edificio e ambiente e della ricerca di soluzioni sostenibili, favorendo l’aumento del comfort convenzionale e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

VALUTAZIONE PRELIMINARE DEI COSTI DI REALIZZAZIONE.

Il problema centrale posto nel processo di progettazione è quello del rapporto tra edificio e ambiente e della ricerca di soluzioni sostenibili, favorendo l’aumento del comfort convenzionale e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

PROGRAMMA DI REALIZZAZIONE PER FASI DEL PROGETTO.

Il problema centrale posto nel processo di progettazione è quello del rapporto tra edificio e ambiente e della ricerca di soluzioni sostenibili, favorendo l’aumento del comfort convenzionale e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA.

Il problema centrale posto nel processo di progettazione è quello del rapporto tra edificio e ambiente e della ricerca di soluzioni sostenibili, favorendo l’aumento del comfort convenzionale e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

Metropolitana leggera di Sassari – Linea 1 – Stralcio funzionale

L’intervento generale prevede la realizzazione dell’estensione della linea 1 della metropolitana leggera di Sassari, denominato “collegamento Santa Maria di Pisa/Sant’Orsola/Li Punti/Baldinca” appartenente alla complessiva rete metropolitana al servizio dell’area conurbata di Sassari, che consente, in particolare, il collegamento della linea 1, dall’attuale terminale di Santa Maria di Pisa con i quartieri di Sant’Orsola, Li Punti, Baldinca (e, eventualmente, San Giovanni), attraverso un percorso di lunghezza pari a 7 km circa.

Lo stralcio funzionale del progetto originariamente redatto riguarda la realizzazione del tracciato metrotranviario dalla fermata di Santa Maria di Pisa fino alla fermata Marginesu nel quartiere di Sant’Orsola e la realizzazione del centro di Centro di Rimessa e Manutenzione (CRM), In continuità con gli attuali depositi ferroviari dell’ARST in viale Sicilia, necessario a garantire tutte le attività finalizzate all’esercizio dell’intera linea metrotranviaria – sia per la parte già in esercizio, sia per quella di immediata e futura realizzazione.

Metropolitana leggera di Sassari

La metropolitana leggera costituisce l’estensione della linea Emiciclo Garibaldi – Stazione FS – S. Maria di Pisa, ai quartieri periferici della città di Sassari: Sant’Orsola, Li Punti e Baldinca.

Il percorso per uno sviluppo complessivo di 6,915 km garantisce il doppio binario in buona parte del tracciato, creando le condizioni per un migliore ed efficiente servizio, e prevede la realizzazione di 8 fermate, un viadotto e del Centro rimessaggio per la manutenzione dei treni.

FERMATE: sono state progettate come elementi che, allo stesso tempo, svolgono il ruolo di servizio per i viaggiatori ed arricchiscono il contesto in cui sono ubicate con strutture architettoniche essenziali. Le pensiline sono caratterizzate da pilastri costituiti da 4 tubi metallici in acciaio inox preverniciato, inclinati e portanti una struttura di copertura, sempre in acciaio, rivestita con pannelli in vetro stratificato antisfondamento e con possibilità di installazione, nell’estradosso, di pannelli fotovoltaici in silicio policristallino per l’alimentazione di luci a led. In ogni fermata sono previste panchine per la sosta con scocca in vetroresina rivestita in pasta di marmo “MARMORINO”.

VIADOTTO: si sviluppa per circa 600 metri, necessario per sovrapassare la linea della Ferrovie dello Stato e la Strada Statale 131. Costituito da campate di 30 metri di luce (che si riducono nei tratti in curva), il viadotto insiste in un’area a carattere agricolo. Nella progettazione della struttura sono state scelte tecnologie che permettono di ridurre alle dimensioni minime possibili l’altezza complessiva e gli ingombri. I materiali costruttivi e di finitura propongono una struttura ad un tempo semplice e raffinata. Il disegno presenta un profilo a guscio con elementi metallici presentati nella loro essenza tecnologica.

CRM: l’edificio è concepito come un elemento integrato nella topografia dell’area; i cinque padiglioni ridisegnano il profilo collinare della zona. La topografia complessa del parco di copertura è come ritagliata, infatti, in strisce longitudinali in cui le diverse altezze garantiscono l’illuminazione e l’areazione naturale.

La società di ingegneria Tecnolav Engineering S.r.l. ha sviluppato il progetto in raggruppamento temporaneo in qualità di capogruppo, mentre la Riccispaini Architetti Associati, l’ing. Cristiano Murru, l’ing. Fabrizio Cosmi, l’ing. Paolo Fadda, la Gate Engineering S.r.l., il Geol. Mauro Pompei, l’ing. Giancarlo Casula nel ruolo di mandanti.

Riqualificazione urbana Lungomare Poetto – Cagliari

L’incarico è stato espletato nell’ambito di un appalto integrato bandito dall’Amministrazione comunale di Cagliari relativi ai lavori di Riqualificazione del Lungomare Poetto. Il progetto definivo ha l’obiettivo di realizzare, nel rispetto dei concetti informatori esplicitati nel progetto preliminare posto a base di gara, una sostanziale trasformazione del litorale, finalizzata a:

  • modernizzare le modalità di fruizione di una straordinaria risorsa ambientale e paesaggistica;
  • costituire un polo attrattivo di rilievo internazionale in termini di infrastrutture dedicate al tempo libero;
  • realizzare un importante opportunità anche in termini di attività produttive;
  • costituire un elemento di sviluppo di attività culturali e artigianali, capaci di rendere il litorale un significativo e continuo riferimento per l’intera isola.

I nuovi elementi di attrazione che il progetto prevede sono stati frutto di una attenta analisi di sistema con l’obiettivo di valorizzare l’intero lungomare nel contesto dei parchi contermini per una fruizione ampia e continua durante tutto l’arco dell’anno, anche per scopi didattici ed educativi. Tali elementi, distribuiti in maniera studiata e diffusa lungo tutto il percorso, possono essere così riassunti:

  • ideazione di uno specifico “Logo Poetto”, posizionato nel Lungomare in punti visibili e ben riconoscibili ai fini di una loro immediata identificazione;
  • un “laboratorio di ricerca storico-culturale”, in corrispondenza di Marina Piccola, costituito da eleganti stands  nei quali verranno ospitate le cosiddette “botteghe di strada”, ove gli artigiani locali, migliori interpreti della cultura isolana, potranno operare a diretto contatto con gli utilizzatori della passeggiata;
  • bike sharing, car sharing, navette/trenini elettrici;
  • aree sport attrezzate multidisciplinari sulla spiaggia;
  • parete per arrampicata libera (free climbing);
  • pavimentazioni realizzate con pavimentazione architettonica drenante tipo rasocrete o equivalente con colorazioni che richiamano le diverse tonalità degli specchi salinari e che, nella parte pedonale, sono caratterizzate da strisce trasversali che riprendono l’effetto schiuma delle saline nelle giornate di forte maestrale;
  • corsia sport con percorsi fitness, corsia running, corsia relax e pista ciclabile lungo la viabilità di litorale delimitate da strisce foto luminescenti;
  • parchi giochi, aree giochi interattivi, rappresentazioni a pavimento (foto luminescenti) della fauna tipica locale, capaci di attrarre l’attenzione, l’entusiasmo e la curiosità dei bambini durante l’arco dell’intero anno, e non solo nel periodo estivo;
  • la realizzazione di una pensilina fotovoltaica atta  a soddisfare il bisogno energetico per la ricarica di  veicoli ad alimentazione elettrica (proposta migliorativa parcheggio Ippodromo);
  • Un “Parco della Sostenibilità”, all’altezza dell’Ottagono, di connessione ambientale con le aree del Molentargius, nel quale realizzare un “polo della degustazione” di prodotti tipici locali costituito da chioschi destinati alla vendita dei ricci, del vino, dei formaggi, dei dolci, nonché dei prodotti della terra coltivati negli attigui “orti urbani” attigui, un “Centro di interpretazione ambientale della biodiversità” a valenza fortemente didattico/educativa sulla flora e sulla fauna, una “area eventi” multiuso e “torri di avvistamento” dalle quali ammirare l’intero panorama marino e stagnale.
  • un sistema di fontane ubicate in punti singolari del lungomare, in parte a raso con getti d’acqua o acqua nebulizzata, ed  in parte a lama d’acqua, con possibilità di evidenziazioni luminose scenografiche notturne;
  • un sistema di illuminazione complementare (d’accento) studiato per realizzare particolari  scenografie in punti singolari, del percorso con particolare riferimento ai Deck ove, peraltro, sono state previste delle “pergole casotto”.
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